Benzina, sconti e distributori regionali: FVG tra QR code e pompe bianche
di Enzo Cattaruzzi
In Friuli Venezia Giulia, la benzina non è solo una questione di litri e centesimi, ma di identità, autonomia e – ça va sans dire – polemica. Il Consiglio regionale ha acceso il motore di una riforma che promette di rivoluzionare il sistema degli sconti carburante, ma nel serbatoio della politica si è subito formata una miscela esplosiva.
Addio tessere, benvenuto QR code
Dal 1° febbraio 2026, diremo addio alle vetuste tessere a microchip e ai POS da benzinaio: per ottenere lo sconto regionale, i cittadini dovranno esibire un QR code digitale. Una svolta tecnologica che, secondo la Giunta, porterà più efficienza, meno costi e meno code. La gestione passerà dalle Camere di Commercio direttamente alla Regione, che promette un sistema più snello e trasparente.
Ma non tutti brindano al cambiamento. Le opposizioni si sono astenute in Commissione, lamentando scarsa condivisione e dubbi sulla transizione. I gestori, dal canto loro, chiedono chiarezza e tempi certi: “Basta con i POS che si bloccano a Ferragosto e i chip introvabili come i parcheggi in centro”.
FVG Energia e il sogno delle pompe pubbliche
Il vero detonatore della polemica, però, è l’articolo 4 del disegno di legge 65: la possibilità per la Regione, tramite FVG Energia, di gestire direttamente alcuni distributori di carburante. L’obiettivo? Creare una rete di “pompe bianche” regionali per calmierare i prezzi e garantire equità.
Un’idea che divide. Forza Italia, pur nella maggioranza, storce il naso: “Non possiamo fare concorrenza ai privati, non è il nostro mestiere”. Il centrosinistra è ancora più netto: “La Regione pensi a investire in energie rinnovabili, non a vendere benzina”.
Il centrodestra, invece, difende la misura come strumento di tutela per i cittadini, soprattutto nelle aree montane e periferiche, dove i prezzi sono spesso più alti e la concorrenza scarseggia. Ma il rischio, secondo i critici, è di creare un ibrido pubblico-privato che scontenta tutti e non risolve nulla.
Tra autonomia e carburante
In fondo, la questione è più profonda del semplice pieno: riguarda il ruolo della Regione, la sua capacità di innovare senza perdere il contatto con la realtà, e la volontà di difendere un’autonomia che non sia solo simbolica, ma concreta. Per ora, il motore è acceso. Ma la strada è in salita, e il carburante – scontato o no – potrebbe non bastare.
Per ora Il Presidente Fedriga ha congelato l’argomento e ha detto no.

