Lo stop doveva durare 30 giorni, ma a Cividale il cantiere dell’ufficio postale è fermo da inizio estate. Tre mesi di serrande abbassate, servizi dimezzati e cittadini costretti a spostarsi nei comuni vicini. Una situazione diventata insostenibile, tanto che il sindaco Luca Vuga ha deciso di rompere gli indugi e puntare il dito contro Poste Italiane.
Secondo il primo cittadino, il ritardo sarebbe frutto di una catena di subappalti che ha paralizzato l’intervento previsto dal progetto Polis. «È una vergogna», sbotta Vuga, denunciando l’assenza di comunicazioni ufficiali e la totale incertezza sui tempi di riapertura. Il Comune, nel frattempo, continua a ricevere segnalazioni di disagi da parte di famiglie, anziani e attività economiche che dipendono dai servizi postali quotidiani.
Il sindaco pretende ora chiarezza immediata: vuole sapere chi sta gestendo realmente il cantiere, quali responsabilità si sono accumulate e soprattutto quando l’ufficio tornerà operativo. «Non è accettabile che un servizio essenziale venga sospeso per mesi senza spiegazioni», afferma, annunciando la richiesta di un confronto urgente con i vertici regionali di Poste.
La città attende risposte, mentre il cantiere resta immobile e la pazienza dei cittadini si è ormai esaurita.

