La friulana Welly Red, con sede operativa a Belluno, rilancia il vecchio progetto del 1996 per una nuova centrale idroelettrica sul Vajont, rimasto fermo per decenni tra opposizioni politiche, timori ambientali e il peso simbolico della valle. L’investimento previsto è di 12 milioni di euro e punta a sfruttare il salto d’acqua a valle della diga, senza modificare lo sbarramento né intervenire sull’invaso. L’impianto produrrebbe energia rinnovabile con una potenza stimata di pochi megawatt, inserendosi nel sistema idroelettrico del Piave, già storicamente legato al “Grande Vajont”
Restano però diversi nodi: la fragilità geologica dell’area, la necessità di valutazioni ambientali stringenti, il rapporto con la memoria del disastro del 1963 e il rischio di nuove tensioni tra territori, enti locali e comitati. La procedura autorizzativa dovrà chiarire impatti, benefici e compatibilità con un luogo che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella storia italiana.

