Nella notte di Capodanno, allo scoccare della mezzanotte, un detenuto trentenne ha appiccato un incendio nella sua cella all’interno del carcere di Udine. Le fiamme hanno rapidamente invaso l’ambiente, sprigionando un denso fumo che ha causato l’intossicazione di nove persone, tra cui lo stesso detenuto, il suo compagno di cella e diversi agenti della polizia penitenziaria intervenuti per domare il rogo e mettere in salvo i presenti. L’intervento tempestivo del personale ha evitato conseguenze più gravi, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e vivibilità all’interno dell’istituto penitenziario. Le cause del gesto sono ancora in fase di accertamento, ma non si esclude un atto dimostrativo legato al disagio psichico o a proteste per le condizioni detentive. Le autorità competenti hanno avviato un’indagine per chiarire la dinamica dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità.

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