L’analisi politica di Zoe-Assemblea Pd: il bivio di Schlein, la svolta di Bonaccini

 

Domenica 14 dicembre il PD ratifica l’ingresso di “Energia popolare” nella maggioranza di Schlein.

Bonaccini rafforza così il suo asse con la segretaria, che argina il nuovo blocco Franceschini–Orlando–Speranza.

A tre giorni dall’assemblea nazionale del Partito Democratico, la mossa di Stefano Bonaccini — pronto a entrare nella maggioranza che sostiene Elly Schlein — segna un punto di svolta. Non tanto per la sorpresa, quanto per il significato politico: l’ex sfidante abbandona l’opposizione interna “riformista” e sceglie di incidere dall’interno, portando con sé l’idea di un “riformismo di popolo” contrapposto a quello “di palazzo”.

Questa apertura rafforza Schlein, che ora si trova però senza più alibi. L’assemblea di sabato diventa il momento in cui dovrà finalmente indicare una rotta chiara, non solo per il partito ma per l’intero campo progressista. La sua linea finora è stata quella dell’unità testarda, ma rischia di trasformarsi in immobilismo se non accompagnata da una visione capace di includere, coinvolgere e guidare.

Il nodo della legge elettorale proposta da Meloni — e il rifiuto condiviso da Pd e M5S — è solo uno dei passaggi cruciali. L’altro è la leadership della futura coalizione: mentre Conte prende tempo e Prodi richiama all’urgenza dei contenuti prima dei nomi, il rischio per Schlein è di trovarsi isolata proprio nel momento in cui si definirà il volto dell’alternativa alla destra.

In gioco non c’è solo la tenuta del Pd, ma la possibilità di costruire un’alleanza credibile, popolare e programmatica. E in questo scenario, la segretaria dovrà dimostrare di saper passare dalla resistenza alla proposta, dalla testimonianza alla guida.

 

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