Svelato il Piano per il commercio, le prime reazioni, arrivate in redazione. Molti commercianti si lamentano e chiedono un cambio di passo.
“Dopo la presentazione del nuovo piano per il commercio del Comune di Udine, le prime reazioni non si sono fatte attendere. E non poteva essere altrimenti: ancora una volta, si chiede agli imprenditori di “tenere duro”, di “innovare”, di “fare rete” — ma senza offrire strumenti concreti, senza affrontare i nodi veri.”
Perché la “buine man” non basta. Non bastano le pacche sulle spalle, le dichiarazioni d’intenti, le promesse di ascolto. Servono clienti, ricavi, un flusso vitale che riporti le persone in centro, dicono , e questo non si ottiene con le slide, ma con politiche coraggiose e coerenti.
Udine deve tornare attrattiva. Servono eventi, mostre, iniziative culturali diffuse e continue. Servono parcheggi accessibili, non solo per chi arriva da fuori, ma anche per chi vive la città ogni giorno. E serve, soprattutto, un’azione decisa per contrastare il degrado che da tempo risale da via Aquileia e ha ormai raggiunto via Vittorio Veneto. Non è solo una questione di decoro: è una questione di sicurezza, di vivibilità, di dignità urbana.
Tutto il resto — i tavoli, i piani, le conferenze stampa — rischia di restare propaganda. E la propaganda, si sa, non paga l’affitto.
Cosí alcuni commercianti udinesi

