Scenari economici FVG: crescita debole, ma segnali di ripresa nel 2026
UDINE, 27 ottobre 2025 – Secondo l’Ufficio Studi di Confindustria Udine, sulla base delle stime Prometeia, il PIL del Friuli Venezia Giulia crescerà dello 0,3% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, dopo un 2024 quasi piatto (+0,1%). La revisione al ribasso rispetto alle previsioni estive riflette un rallentamento di export, industria e servizi.
I consumi delle famiglie, sostenuti dalla ripresa del potere d’acquisto, cresceranno dello 0,6% nel 2025. Gli investimenti fissi lordi, frenati nel 2024, dovrebbero recuperare (+2,7%) grazie a tassi più bassi e incentivi fiscali, per poi rallentare nel 2026. L’export regionale, dopo un primo semestre altalenante, è atteso in crescita del 3,3% nel 2025 e del 2% nel 2026, trainato dalla ripresa tedesca e dal superamento degli shock daziari.
Dal lato dell’offerta, l’industria crescerà moderatamente (+0,5% nel 2025), mentre le costruzioni rallenteranno (+1,1%) per poi contrarsi. I servizi resteranno stagnanti nel 2025, con un possibile rimbalzo nel 2026.
Il mercato del lavoro mostra segnali positivi: l’occupazione salirà dello 0,8% nel 2025, con un tasso di occupazione al 69,5%. Tuttavia, il calo demografico e la bassa partecipazione di giovani e donne restano criticità strutturali. Il tasso di disoccupazione è stimato al 4,8%.
Il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, sottolinea che “il vero nodo resta la produttività”. Servono investimenti in formazione, innovazione, distretti industriali e infrastrutture, oltre a misure per ridurre il cuneo fiscale e garantire energia sostenibile a costi competitivi.
Le incertezze geopolitiche, la debolezza della Germania e il caro energia restano fattori di rischio. Ma il FVG può tornare a crescere se saprà puntare su capitale umano, tecnologia e coesione territoriale.

