A Palmanova, una madre denuncia con forza l’abbandono istituzionale che colpisce la figlia disabile, cieca, sorda e non autosufficiente. La carrozzina, unico mezzo per garantire mobilità e sicurezza, è rotta da mesi, e i tempi per la sostituzione si allungano senza spiegazioni. «Siamo lasciati soli», afferma la donna, esasperata da attese infinite e rimpalli burocratici. Mancano persino le cinghie di contenimento, fondamentali per evitare cadute. La famiglia ha dovuto rivolgersi a conoscenti e volontari per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito. «È possibile dover elemosinare una cinghia per vivere dignitosamente?» chiede la madre, sollevando una questione che tocca il cuore del diritto alla cura e alla dignità. Un appello che interroga la coscienza di tutti.

