«Il progetto “Udine città sicura” varato dalla giunta De Toni non è altro che un film già visto, finanziato dalla Regione. Si tratta di un’adesione al bando regionale del 6 giugno, che ripropone misure già attuate da anni da molte amministrazioni, senza alcuna reale innovazione. La sicurezza partecipata, tanto promossa oggi, ricalca quella introdotta dalla giunta Fedriga con la L.R. 5/2021, contro cui il centrosinistra si era duramente opposto. Ora, paradossalmente, la maggioranza udinese la rilancia, nonostante i risultati finora siano stati del tutto marginali. Palazzo d’Aronco sembra privo di idee proprie sulla sicurezza, considerata una delega scomoda e “sbolognata” dal vicesindaco. Tornano anche i corsi di autodifesa femminile, spesso fraintesi, ma fondamentali se strutturati seriamente e promossi anche nelle scuole. Non per creare “rambo”, ma per rafforzare consapevolezza e prevenzione. Serve più coraggio, non repliche.»
Foto Ester Soramel FdI

